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Cucina delle Tremiti

Lo splendido arcipelago delle Isole Tremiti da sempre è stato un terreno difficile da coltivare, e, a parte qualche orto, le isole da sempre hanno avito bisogno di approvvigionarsi per ciò che concerneva il cibo, dalla terraferma.

Anche per l’acqua gli abitanti delle Tremiti si sono sempre dovuti ingegnare per trovare il modo di raccogliere e conservare il più a lungo possibile le acque piovane, unica risorsa idrica dell’isola. La cucina locale delle Tremiti è per larga parte simile a quella della costa italiana poco distante, il territorio del Gargano.

Grandi piatti di pesce, come nella tradizione delle cittadine lungo il litorale pugliese, magari alcune delle specialità che anche il altre zone della Puglia trionfano sulle tavole, come per esempio la zuppa di fagioli e cozze, così intensa e saporita, i peschi freschi del mare circostante grigliati, gli antipasti di melanzana, arrotolata con il tonno oppure scottata sul fuoco e condita, i pomodori secchi, i capperi tremitesi che sono famosi anche fuori dalle isole per la loro bontà.

Tra i primi piatti trionfa naturalmente la pasta fresca, impasto di semola rimacinata ed acqua, ed accompagnata di sughi a base di verdure stufate o di carni cotte a lungo nel pomodoro. Non mancano pregiati abbinamenti tra verdure locali e pesce fresco, conditi on olio extravergine d’oliva a rendere il tutto ancora più appetitoso. Tra le carni la capra e l’agnello, grigliati o stufati. Tra i dolci viene proposto un dolce locale al limoncello.

Abbazia fortezza delle Isole Tremiti

Costruita nel 1045 Dopo Cristo dai monaci Benedettini, l’Abbazia fortezza delle Isole Tremiti, con annessa la Chiesa di Santa Maria, ha un aspetto maestoso ed imponente e rappresenta con la sua mole la grande importanza che la presenza dei monaci ebbe nella vita delle isole. Nel 1237 i benedettini saranno sostituiti per volere del papa Gregorio IX ed al loro posto si insedieranno i monaci Cistercensi.

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Saranno loro a cominciare a trasformare la chiesa in una vera e propria fortezza, per difenderla dalle continue incursioni dei pirati dalmati, che intorno alla metà del quattordicesimo secolo saranno protagonisti di una terribile incursione, terminata con la parziale distruzione del monastero. In seguito ripopolata dai monaci dell’ordine dei Lateranensi, l’abbazia verrà ricostruita, rifacendo la facciata ed il portale, apportando nella ristrutturazione modifiche di gusto rinascimentale, come i bassorilievi presenti sulla facciata, ricostruendo navate laterali e presbiterio, ed i corridoi vicino all’altare maggiore.

All’interno della Chiesa si può ammirare una bella croce lignea di chiara derivazione e gusto bizantino, una statua lignea rappresentante la Vergine con il Bambino, Santa Maria a Mare, i cui volti abbronzati rimandano ancora appieno al gusto tipico dell’arte bizantina, ed un polittico ligneo di gran pregio e preziosità, posto sull’altare maggiore.

Molto interessante ed ammirevole il Mosaico Pavimentale posto nella navata centrale della chiesa.

I Chiostri del monastero sono molto suggestivi, ed al centro di questo ancora oggi si può ammirare un pozzo risalente al sedicesimo secolo e rifatto alla fine del 1700.

Pescare alle Tremiti

Il mare intorno alle isole Tremiti è particolarmente interessante non solo per la sua affascinante bellezza, ma anche per il fatto di essere un tratto di mare pressochè incontaminato, e che quindi presenta fondali che sono un paradiso per le specie di fauna e di flora marina che qui hanno trovato l’ambiente ideale per vivere e prosperare.

E’ per questo motivo che molti appassionati di pesca vi si recano ogni anno per provare l’emozione di una pesca ricca e prelibata. Attenzione però! Non tutto il mare intorno alle isole è libero per la pesca perchè alcuni tratti di costa, intorno all’isola di Pianosa soprattutto, ma anche intorno all’Isola di Capraia ed una parte dell’Isola di San Domino, sono interdetti alla pesca ed in alcuni casi anche alla navigazione.

Tra le attività di pesca più comuni naturalmente la pesca sportiva, gettando l’amo dall’alto delle scogliere, tra le insenature, o allontanandosi di qualche centinaio di metri dalla costa per catturare prede di più grosse dimensioni. Si trovano splendidi esemplari di pesce come orate, branzini, i più facili o gli sfuggenti dentici. Chi si immerge potrà trovare polipi ed aragoste, seppie e la diffidente cernia dalle carni bianche e prelibate.

Le acque sono limpide e pulite, ideali per ammirare, mentre si è alla ricerca di qualche preda, i magnifici disegni che le molte varietà di favolosi organismi marini, alghe che sembrano insoliti fiori, coralli, spugne abbarbicate sulla roccia.

Particolarmente ricchi i fondali anche di molluschi e ricci, che per gli estimatori del pesce rappresentano una vera e propria ghiottoneria.

Il relitto del Piroscafo Lombardo

Giace a circa trenta metri sotto il livello del mare, dal 12 maggio del 1864, data del suo ultimo viaggio. E’ il Piroscafo Lombardo, che all’epoca del suo naufragio funge da mezzo di trasporto per i detenuti da e per il continente.

Prima di assolvere a questa funzione il piroscafo Lombardo è il glorioso naviglio che, quattro anni prima della sua fine, nel 1860 trasporta i garibaldini nella celebre Spedizione dei Mille, sotto la guida di un famoso garibaldino: Nino Bixio. La rocambolesca impresa dell’imbarco a Quarto e l’arrivo a Marsala dei mille volontari sarà infatti preceduta da una vicenda poco nota, avvenuta la notte precedente alla partenza nel porto di Genova: nella notte Garibaldi e Nino Bixio prendono il comando di due piroscafi, il “Lombardo” ed il “Piemonte”, e si accingono ad uscire dal porto quando si scopre che le macchine del primo piroscafo non sono in grado di funzionare. Il piroscafo Piemonte trainerà nella notte, nell’assoluto silenzio, il secondo piroscafo fuori dal porto e fino a Quarto con una manovra di alta maestria.

Le due imbarcazioni trasporteranno con successo i mille volontari fin sulle coste della Sicilia, a Marsala, da dove partiranno le truppe garibaldine alla conquista dell’Italia Meridionale.

La scoperta che si tratta proprio dell’eroico piroscafo è stata fatta nel 2005, ricostruendo antichi documenti ed ispezionando i fondali tra Cala degli Inglesi e Punta del Vuccolo grazie alle equipe di sommozzatori della Marina Militare e dei Carabinieri.

La diomedea

Le Isole Tremiti sono l’ambiente naturale in cui si sviluppa una rara specie di palmipede, la diomedea, lontana discendente dei grandi albatros.

E’ un uccello che vive prevalentemente nell’acqua, nutrendosi di pesci, calamari e gamberi che pesca con un potente becco uncinato talvolta anche in immersione. Di notevole dimensione l’apertura delle sue ali, che supera il metro, e con le quali volteggia elegantemente nel mare planando a fior d’acqua per poi risalire con lenti e possenti battiti.

La diomedea si dirige a terra solo durante il periodo dell’accoppiamento, quando si raduna in grandi stormi che volteggiano fino a sera lungo la costa per poi rientrare a terra dove trascorre la notte.

E’ questo il momento in cui si può udire il loro canto d’amore, colonna sonora del lungo e complicato rituale del corteggiamento, che ha l’apparenza di un pianto di neonato quello del maschio più basso e penetrante mentre quello della femmina leggermente rauco.

Da sempre le note gravi, lamentose e sospiranti del canto delle diomedee hanno suggestionato e fatto fantasticare gli uomini che lo hanno ascoltato.

Una delle tante leggende attribuite a questi uccelli vuole infatti che essi siano i compagni d’arme dell’antico eroe della Guerra di Troia, Diomede, trasformati in uccelli dagli dei. L’antico soldato e principe greco, che di ritorno dalla guerra ed avendo errato per diversi anni in mare, troverà la morte proprio sulle spiagge dell’Isola di San Nicola nell’arcipelago delle Tremiti. Il loro pianto diventato canto d’uccello è ancora oggi simbolo della pena per la scomparsa del loro comandante.

I veneziani alle Tremiti

La caduta di Costantinopoli nel 1453 è una delle pietre miliari della storia del Mare Mediterraneo, perchè da quella data turchi e saraceni non avranno più ostacoli ad espandersi, se si eccettua laa strenua e tenace lotta condotta da Venezia per continuare a mantenere intatto il predominio sulle coste orientali del Mediterraneo.

Tutte le città costiere dell’Italia Meridionale che si affacciano sull’Adriatico saranno per secoli teatro di furibonde contese e di scorrerie di saraceni, turchi e pirati d’ogni sorta che porteranno morte e distruzione, devastando le città e facendo schiavi gli abitanti, soprattutto scelti tra i più giovani.

Tali incursioni temibili perchè velocissime ed improvvise continueranno per tutto il seicento.

Le isole Tremiti in quell’epoca rappresentano un porto sicuro dove attraccare per fare rifornimento di cibo, biscotti e pane in primo luogo ed erano importanti anche per un altro motivo, quello di essere il centro di raccolta di tutte le notizie che riguardavano il mare, soprattutto della presenza dei pirati, perchè queste isole erano l’abituale rifugio di tutti i natanti in difficoltà o in fuga da qualche minaccia, nonché un punto dove informarsi, per chi era di passaggio, sulla situazione, ed eventualmente, in caso di pericolo sostare lì anche per diversi giorni prima di ripartire.

Tanto sono importanti per Venezia le Tremiti che, nella metà del seicento, la repubblica veneta si opporrà in sede diplomatica con energia al progetto spagnolo di insediare sulle isole un proprio presidio, fino ad ottenere di continuare a tenere le isole tremiti sotto la sua protezione.

Escursioni alle Tremiti

Le Tremiti rappresentano un paesaggio naturale ricco di fascino, e per questo motivo ogni anno sono migliaia le persone che vi si recano in vacanza, affollando campeggi ed hotel, villaggi turistici e pensioni.

Paesino di San Nicola vista sul mare nelle tremiti

Oltre alle splendide insenature dove tuffarsi, là dove il mare trionfa limpido ed incontaminato, dolcemente cullandosi sul litorale roccioso, ci sono diverse interessanti escursioni da fare.

Tra le più gettonate sicuramente le tante grotte che si aprono lungo le pareti di roccia, la Grotta delle Viole, la Grotta del Bue Marino, la Grotta delle Rondinelle e la Grotta del Sale. Altro luogo molto visitato è l’Architello di Capraia, uno dei tanti esempi di un fenomeno naturale di erosione della roccia che si presenta all’aspetto affascinato del turista come un archetto naturale e che in qualche caso, una volta sorpassato, introduce a magnifiche calette, come è il caso dell’Architello di Capraia, o l’Architello di San Felice, o ancora l’Arco di Porto Greco, o quello di San Domino.

Non si può mancare neanche una visita all’intera isola disabitata di Capraia, che offre incantevoli baie, e l’Isolotto Cretaccio, famoso per la creta di cui sono costituite le rocce lì presenti.

In molti sono i visitatori ed i turisti che si recano in immersione sia per visitare il Parco Naturale Marino che i numerosi relitti antichi che giacciono sul fondo del mare,a testimonianza di quanto in epoche passate le isole Tremiti fossero al centro delle vivaci comunicazioni marittime sul Mare Adriatico.

Cala Pietra di Fucile

L’arcipelago delle Tremiti, tra la costa pugliese del Gargano e la costa balcanica è un vero e proprio paradiso in terra per chi ama il mare, la natura incontaminata ed i paesaggi naturali sulla terra e nel mare.

L’arcipelago, formato da tre isole più grandi e da una serie di isolotti non più grandi di grossi scogli è infatti particolarmente apprezzata dai turisti e dai visitatori per via del bellissimo mare che si infrange, dolce e sinuoso e talvolta burrascoso e tempestoso lungo tratti incantevoli di costa rocciosa. Tra gli anfratti delle insenature si aprono baie incantevoli, solitarie e circondate dalla vegetazione che torreggia dall’alto delle rocce. Non ci sono spiagge vere e proprie, almeno non così come siamo abituati ad incontrare sulla costa adriatica, se si esclude Cala delle Arene, l’unica località dove si estende per una certa lunghezza la sabbia dorata. Le altre baie sono perlopiù costituite di rocce e ghiaia.

Di particolare fascino la Cala Pietre di Fucile, che deve il suo singolare nome al fatto che la maggior parte dei sassi che si trovano sulla spiaggia ha una forma decisamente tondeggiante, il che fa sì che in passato questi sassi venissero utilizzati come proiettili per i cannoni e le bombarde dai monaci guerrieri che vivevano sull’isola. Cala Pietra di Fucile si trova sull’isola di Caprara, una delle isole disabitate dell’arcipelago, e la si può raggiungere in escursione in barca comodamente dalle altre isole grazie al sevizio di acqua taxi o affittando un gommone.

Alle Tremiti in elicottero

Dal primo marzo del 1986, la Società di navigazione Aerea Alidaunia ha istituito un servizio di linea che permette di raggiungere in poco tempo l’arcipelago delle Isole Tremiti in elicottero, partendo dall’eliporto di Foggia.

E’ un servizio nato principalmente per garantire all’area interessata, quella del tratto di mare Adriatico compreso tra il Promontorio del Gargano, la costa della Puglia e le Isole Tremiti, un servizio di elisoccorso per gli abitanti delle isole ed un comodo mezzo per spostarsi quando le condizioni del mare non permettono alle imbarcazioni di mantenere i collegamenti con la terraferma.

Tale servizio si è nel corso del tempo strutturato al punto da diventare uno dei mezzi preferiti per spostarsi tra le isole ed il continente, e nel periodo turistico ha riscontrato il favore anche dei tanti visitatori dello splendido arcipelago, n mezzo comodo e soprattutto veloce.

Il servizio non comprende solo partenze da Foggia per le Isole Tremiti, ci sono collegamenti giornalieri anche con altre importanti località del promontorio garganico, come San Giovanni Rotondo, Vieste e Peschici.

L’ambizione della compagnia di navigazione aerea è quella di fornire un servizio di trasporto anche tra le più conosciute e frequentate località dell’area del Gargano, e giungere fino a Termoli da cui garantire un altro servizio giornaliero. La tariffa raddoppia durante il periodo estivo ed in alta stagione, mentre rimane sempre uguale per i residenti sull’isola. Per gli orari delle corse ci sono almeno due partenze al mattino e due al pomeriggio.

Grotte alle Isole Tremiti

Una delle caratteristiche più suggestive delle Isole Tremiti è il fascino delle bellezze naturali da cui è impossibile non restare rapiti. Una delle espressioni più tipiche della natura incontaminata di questi luoghi è rappresentata certamente dalle grotte che si trovano lungo il perimetro delle cinque isole.

Visitare le Isole Tremiti senza aver dato uno sguardo, seppur fugace, alle sue innumerevoli grotte, significa perdere un aspetto importante di questo territorio unico ed anche una consistente parte delle emozioni che è in grado di regalare.

Non sarà difficile trovare presso la struttura dove si alloggia informazioni su una gita in barca con visita alle grotte: ogni giorno partono dalle coste delle isole di San Domino e San Nicola decine di imbarcazioni di ogni dimensione e vi sarà solo l’imbarazzo della scelta. Nell’ipotesi (piuttosto remota) che non si riesca a reperire informazioni o se magari si intende rimanere sull’isola per poche ore, si può in ogni caso fare un rapido giro al porto e sicuramente si riceverà l’offerta di un qualche barcaiolo del posto, disposto anche ad accordarsi sul prezzo e sull’itinerario.

Le grotte naturali qui sono davvero tantissime ma vale la pena indicarne qualcuna, senza la quale una gita in barca alle Tremiti non può dirsi completa.

Una delle più suggestive è senz’altro la Grotta delle Viole, all’interno della quale si ha l’impressione di essere avvolti in un turbinio di colori e sfumature: entrati da una spaccatura della roccia di circa 5 metri si assiste allo spettacolo delle pareti interne ricoperte di fiori dalle tonalità rosacee, argentee e gialle, il tutto avvolto dai riflessi dei raggi solari che penetrano dall’alto e conferiscono alle pareti rocciose e all’acqua un colore che va dal verde all’azzurro che ben si abbina al rosso delle alghe che marcano il livello dell’acqua sulle rocce. Usciti dall’altra spaccatura lievemente più ampia si possono notare le viole sul pendio da cui il nome.

La Grotta delle Rondinelle è di dimensioni minori e meno variopinta ma non per questo meno suggestiva: il suo nome deriva dai nidi di rondini presenti al suo interno.

La Grotta del Sale è così chiamata perché vi veniva nascosto il sale in epoche passate ed anche, secondo alcuni, perché grazie all’effetto delle maree, era possibile raccoglierne in gran quantità.

La Grotta più caratteristica è forse quella del Bue Marino, sulle cui pendici nidificano le diomedee, gli uccelli caratteristici dell’arcipelago: un tempo rifugio della foca monaca grazie alla spiaggetta che forma al suo interno per via alle acque bassissime, regala ancora oggi grandi emozioni per la sua profondità di circa settanta metri, nel corso dei quali offre spettacoli di riflessi e rifrazioni impareggiabili.