Isola di San Nicola

L’isola di San Nicola presenta l’estensione territoriale minore delle Tremiti, precedendo solo il Cretaccio e Pianosa: 1,6 km di lunghezza, 450 m di larghezza, uno sviluppo costiero di 3,7 km e una superficie complessiva di 42 ettari ca.

Ma pur se di ridotte dimensioni San Nicola è certamente l’Isola più importante dal punto di vista storico ed amministrativo. E’ qui che infatti hanno sede il municipio e gli uffici principali, ed è sempre qui che troviamo la maggior parte dei residenti del comune di Isole Tremiti.

L’isola è inoltre dotata di un proprio porto con collegamenti quotidiani alle località pugliesi, molisane ed abruzzesi e di una essenziale rete di negozi e servizi: tra questi vanno segnalate alcune strutture alberghiere e ristoranti di cucina tipica a base di pesce fresco, per lo più a conduzione familiare e dall’atmosfera cordiale ed informale.

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Il turismo sull’Isola di San Nicola si basa essenzialmente sulla tranquillità del luogo e sulle bellezze artistiche che custodisce.

Oltre ad insediamenti del Neolitico e dell’Età del Ferro, di valore prettamente storico, è possibile visitare una necropoli contenente due “tombe a grotticella” risalenti al periodo ellenistico, tra le quali quella nota come la Tomba di Diomede, i resti di due “Domus” romane e delle aree scavate nella roccia nei pressi del porto probabilmente adibite allo stoccaggio di anfore contenenti merci da trasportare.

Il panorama dell’Isola è fortemente caratterizzato dalla presenza del complesso abbaziale di Santa Maria, un’opera monumentale che sovrasta l’area del porto. Oltre al “Santuario di Santa Maria a Mare”, in cui abbondano le testimonianze del lavoro e dell’arte dei monaci benedettini e cistercensi che l’hanno custodita, sono degne di una visita anche la vicina Cisterna della Meridiana e la sua Loggia, il Torrione Angioino, il Castello dei Badiali ed il Torrione del Cavaliere del Crocifisso, circondati dalle imponenti mura di cinta.

Dal punto di vista naturalistico, invece, ricordiamo gli Scogli Segati, così chiamati proprio perché divisi in due dopo essere franati in mare, e la Grotta di San Michele, dove taluni intravedono un teschio nella parte frontale.

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