2febbraio2012
Posted by raffa under: Isole Tremiti.
Grotte e deliziose cale raggiungono un numero elevatissimo e il più alto fascino suggestivo nelle isole Tremiti. La presenza di scogli e di alghe sott’acqua, dona al mare un colore turchino unico e invidiabile in ogni isola dell’arcipelago.
A San Domino spiagge, cale, calette, anfratti e sabbie dai colori particolari, caratterizxzano questa splendida zona. Nella Cala degli Schiavoni si può ormeggiare con la propria imbarcazione, perché si tratta di un porto turistico con una darsena ben attrezzata; i più romantici possono ammirare anche l’affascinante spettacolo di Cala dello Spido, rifugio per motoscafi e imbarcazioni di lusso.
Cala delle Arene è l’unica spiaggia di sabbia che caratterizza San Domino, e numerosi sono i turisti che la affollano di anno in anno.
Verso il centro dell’isola, si aprono due belle insenature che ospitano le deliziose Cala delle Roselle (ricca di cespugli di rose selvatiche) e Cala di Zio Cesare, nell’estremità meridionale una deliziosa cala in cui si può godere di un mare color smeraldo.
Cala Matano è una meta assai suggestiva perché limitata da un lato da un “braccio” più lungo di costa. Vicino è stituato lo Scoglio dell’Elefante, un grosso masso alto circa 20 metri.
La Cala del Pigno rappresenta un maestoso anfiteatro di rocce calcaree che scendono fino in acqua.
Nella Grotta del Sale, circondata da innumerevoli piccoli scogli, si raccoglie una gran quantità di sale e veniva nascosto il sale di contrabbando.
Molte sono le grotte che hanno dei nomi che prendono spunto da eventi particolari: la Grotta delle Viole è caratteristica perché al suo interno, in primavera, sbocciano le viole; nella Grotta delle Murene vivono questi aggressivi pesci; nella Grotta della Rondinella nidificano le rondini; la Grotta del Coccodrillo è detta così per la forma che presenta la roccia; nella Grotta del Bue Marino, dalla pareti azzurre, in passato viveva in libertà il cosiddetto “vitello marino” cioè la foca monaca.
Si ricordano ancora la cala Rossa e la Cala Tonda che forma un delizioso laghetto.
Infine lo spettacolo suggestivo della grotta dell’Architiello, una grotta forata il cui caratteristico arco è sempre meta di numerosi turisti.
A San Nicola, si potrà vivere una vacanza da sogno in barca a vela, tra le numerose grotte navigando tra le meravigliose cale e i caratteristici scogli, in una natura selvaggia, che fanno di questa isola un paradiso di ineguagliabile bellezza.
La Grotta della Madonna, molto suggestiva, è stata chiamata così dopo il ritrovamento di una statua della Madonna, ma che fine abbia fatto questa statua, non è noto. Grotta del Ferraio è piccola e deliziosa e si apre sulle coste a picco sul mare.
A Punta del Camposanto affascinanti e suggestivi scogli segnano la fine della costa orientale di San Nicola E’ d’obbligo, facendo il giro in barca, visitare anche lo Scoglio Segato, un enorme masso caduto dall’isola e spaccatosi a metà.
Caprara, col mare di smeraldo, e la spiaggia incantevole e ricca di fascino, appare solitaria ed appartata, ma splendida per le sue meravigliose cale e le affascinanti grotte. Punta della Stracciona è la parte più a sud dell’isola, con una nota secca e un’affascinante cala caratteristica.
Dallo Scoglio della Cernia ci si può immergere per interessanti visite subacquee alla fauna e alla flora di questi luoghi.
Cala Pietra del Fucile e Cala Sorrentino incorniciano un paesaggio già affascinante e maliardo, che renderà indimenticabile la vacanza alle isole Tremiti.
Sull’isoletta di Cretaccio, tra San Domino e San Nicola, un minuscolo paradiso di acque incredibilmente limpide e spiagge quasi surreali, una visita da non perdere è quella alla Cala del Cretaccio una insenatura marina piccola, poco profonda, fatta come tutte quelle tipiche delle coste rocciose, ma con la sabbia di un caratteristico colore giallo, perchè è di natura argillosa, ed è bassa e digradante verso il mare con insenature sia sabbiose che ghiaiose.
Non mancano certo le leggende, come quella dello Scoglio la Vecchia scuro e tetro, per cui prima di ogni temporale comparirebbe il fantasma di una vecchia strega, proprietaria dello scoglio, che ancora fila la lana.
25dicembre2011
Posted by raffa under: Isole Tremiti.
Le Tremiti sono sapori mediterranei e tramonti , bagni di mare, passeggiate lungo antichi borghi dall’aspetto medievale, e immersioni subacquee dove si scenderà in acqua immergendosi sopra ampi ventagli di gorgonie rosse, tra sciami di salpe e sciarrani.
La spiaggia di molte coste di queste isole, è fatta di sabbia e rocce, i pesci circondano i bagnanti e il mare, cristallino e pescoso, è molto amato dai sub che qui trovano una ricca fauna acquatica ove si potrà vedere la castagnola (Chromis chromis), qualche cavalluccio marino, cernie lunghe fino a 1 metro e rane pescatrici. Dove la profondità risulterà minore e il fondale roccioso, si potranno ammirare lo scorfano rosso e le aggressive murene, oltre ai famosissimi polpi.
Tra le scogliere di granito dalle forme suggestive, la donzella nuota tranquillamente tra le seppie, e una ricca vegetazione marina, tra cui i rivestimenti di spugna, preservati grazie alla riserva naturale detta “Isole tremiti”, un parco marino istituito dal Ministero dell’Ambiente fin dal 1989. Il parco è diviso in zone: nella ZONA “A” di riserva integrale (limitata all’isola di Pianosa, e delimitata da apposite boe a mare) sono vietate la pesca, sia professionale che sportiva con qualunque mezzo e anche la caccia, la cattura, e la raccolta di specie animali o vegetali.
Nella ZONA “B” di riserva generale (che comprende la parte costiera dell’isola di Caprara, da Cala Sorrentino allo scoglio Caciocavallo e, per l’isola di S. Domino, l’area compresa tra il faro di Punta Provvidenza e Punta Secca, all’interno di una linea ideale di confine) sono vietate qualsiasi forma di pesca o di prelievo da parte dei subacquei.
Infine nella ZONA “C” di riserva parziale (che comprende il residuo tratto di mare circondante l’isola di S. Domino e l’isola di Caprara e quello circondante l’isola di S. Nicola) è ammessa qualsiasi forma di pesca sportiva.
Nei mari delle isole Tremiti, le emozioni scorrono veloci e il tempo sembra non finire mai, tra anemoni di mare, i cosiddetti falsi coralli, e i gigli di mare. Numerose sono anche varie alghe, tra cui si ricordano Acetabularia acetabulum, Palla marina e Posidonia oceanica, frutti particolari di una terra generosa e di un mare pescoso.
Immergendosi nelle acque delle Tremiti, si potrà trovare anche qualche relitto subacqueo, e così un tranquillo pomeriggio al mare si potrà trasformare in un percorso subacqueo con le bombole o in apnea, affascinati alla scoperta di reperti archeologici. Essi sono un concentrato di vita assolutamente eccezionale, perché a ll’interno delle lamiere si rifugiano cernie, gronghi, corvine, saraghi, mentre tutto intorno nuotano dentici, leccie e dotti. E impugnando fucili dotati di arpione e mulinello, si potranno catturare tutti quei pesci che amano scorrazzare nei pressi dei relitti.
Nelle acque circostanti l’arcipelago a San Domino, a circa 10 metri di profondità vi sono i resti in ferro del relitto detto “Del Vapore” che giace immobile tra ricci di mare e aragoste.
Interessanti sono i resti di un aereo della seconda guerra mondiale rinvenuti nel giugno del 2008 durante la ricerca di punti di ancoraggio per le navi, e ciò che rende questo relitto affascinante è la presenza di spugne ed alghe in ogni centimetro dello scafo.
A Pianosa (zona di riserva integrale) si trova un peschereccio affondato attorno alla cinquantina di metri di profondità, oggi colonizzato dalle alghe. In prossimità di questo relitto e nei suoi interni, ci si imbatte facilmente in una delle numerosissime murene qui nascoste.
Nell’estate del 1981 si è esplorato per la prima volta il relitto romano detto “delle tre senghe” (fessure), risalente al I secolo a.C. situato sul fondo a 25 metri, nella costa meridionale dell’isola di San Domino, da cui si sono recuperate 150 delle 900 anfore che trasportava. Intorno al relitto è pieno di murene, cernie e pesci di taglia più piccola.
18novembre2011
Posted by raffa under: Isole Tremiti.
L’arcipelago delle Tremiti è formato da cinque isole poco popolate e San Domino, è la più quotata per quanto riguarda il turismo, ed è qui oltre che a San Nicola, che sono concentrate gran parte delle infrastrutture turistiche.
Nell’isola di Pianosa, disabitata, è vietata per esempio anche la balneazione.
Se si intende la vacanza come sinonimo di relax e benessere, e di momenti piacevoli da dedicare a sé stessi, gli alberghi alle Isole Tremiti, rappresenteranno il luogo ideale. Spesso localizzati nelle immediate vicinanze delle spiagge, sono infatti famosi per l’offerta di innumerevoli servizi per assaporare il massimo comfort nell’albergo dei sogni di ogni turista. L’arredamento risulta in genere sobrio, raffinato e delicato, e sarà un piacere della vista e dell’olfatto affacciarsi da una qualche finestra della propria camera e ammirare lo scenario naturale ancora incontaminato, della Riserva Naturale Marina delle isole Tremiti.
I proprietari degli alberghi, accolgono i turisti con la cordialità e professionalità tipica di questi luoghi. Tra i servizi offerti, molto spesso gli alberghi delle Tremiti sono dotati anche una bella e confortevole piscina, magari direttamente sulla spiaggia, ove spesso vengono organizzate cene o party. Camere da letto con terrazze private e servizi tv, frigobar, bagni con vasca o doccia, cassaforte, climatizzazione, e per un miglior comfort anche di telefono, offriranno ai turisti un comodo e piacevole soggiorno. Talvolta, in
alcune strutture, sono possibili massaggi in camera e internet wi-fi.
Gli albergi alle tremiti, offrono anche una vasta gamma di servizi differenziati come trasferimenti dai porti di approdo, e servizio in camera 24 ore.
Alcuni alberghi più sontuosi hanno pavimenti in parquet e arredi in essenze di pregio, e sono dotati di complementi in tessuti e materiali esclusivi e raffinati per una vacanza dedicata al lusso. L’esclusivo arredamento con design classico o all’ultimo grido, sarà la principale caratteristica di alcuni alberghi situati proprio nei pressi delle spiagge più rinomate. Ricchi di lussuosi comfort apportati da architetti e arredatori di lunga esperienza internazionale, permetteranno ai turisti trattamenti esclusivi.
Altri alberghi saranno di natura storica, magari inseriti in qualche palazzo rinascimentale, con arredamenti antichi e fastosi che rievocano la storia ed il patrimonio dell’albergo, e camere tra loro diverse per arredamento, accostamento di colori e di stoffe. Ma anche qui non mancheranno corpose organizzazioni ed animazioni per il divertimento dei turisti di ogni età.
Numerosi sono i residence alle isole Tremiti, che offrono un nuovo stile di vacanza, nel quale la praticità di un appartamento è abbinata alle comodità dei servizi offerti.
Immersi nel verde delle pinete, e con vista panoramica, sono strutture dotate di 5-6 appartamenti, localizzate in parchi privati, spesso ombreggiati. Risultano comunque ben collegati con locali e discoteche in centro, tutti facilmente raggiungibili grazie all’organizzazione delle linee di autobus.
In genere, alle Tremiti, i residence dispongono di appartamenti molto curati, arredati e corredati per il massimo comfort: attacco TV color con satellite, telefono. Le spiagge private, saranno dotate delle interminabili file di lettini ed ombrelloni e di ogni comfort, e si potranno noleggiare gommoni per scoprire spiaggette sperdute e solitarie, ove fare un tuffo in totale libertà. Inoltre si potranno visitare Capraia e Cretaccio, accessibili tramite numerosi “Acqua-taxi” in partenza fino al tardo pomeriggio
I residence delle “perle dell’Adriatico” sono dotati di parco giochi per i bambini, di spazi per il tempo libero come bar per gustare un drink, di spazi sportivi per fare una partita a tennis o a biliardo, luogo ideale per i giovani che viaggiano alla ricerca del divertimento. Un mix di sport, fitness, relax e benessere.
Nelle settimana di soggiorno, vengono spesso organizzati corsi di cucina, di yoga e di ceramica. Le immersioni organizzate permetteranno di ammirare fondali marini ricchi e popolati di pesci, coralli e gorgonie che rendono indimenticabile l’esplorazione.
Numerosi sono i servizi offerti ai turisti, in questi splendidi luoghi del mar Adriatico. Spesso pulmini organizzati partono per luoghi che uniscono a una vacanza di benessere anche la cultura e la natura. Si potrà fare così il giro dell’isola a piedi o in pullman, o andare con gommoni verso l’isola di San Nicola per vedere l’abbazia e l’antica fortezza di origine medievale, che ha annessa una chiesa dal soffitto ligneo. Numerose escursioni vengono organizzate alla scoperta dei luoghi di nidificazione delle diomedee, che trovano qui il solo sito riproduttivo di tutto l’Adriatico. Facendo il giro dell’arcipelago in barca, si possono visitare numerose grotte tra cui la Grotta delle Viole, del Bue Marino e delle Rondinelle.
12ottobre2011
Posted by admin under: Isole Tremiti.
Tra le tante opportunità di trascorrere una deliziosa vacanza alle Isole Tremiti, una delle più interessanti è sicuramente l’offerta di vacanza proposta dai villaggi turistici, che in questo arcipelago sorgono rispettando il più possibile la natura, riducendo al minimo l’impatto ambientale delle strutture ricettive, seminascoste tra le belle calette ed insenature che si aprono sul litorale roccioso. Un villaggio turistico è l’ideale per gruppi di vacanzieri numerosi, e per le famiglie con bambini.
Una vacanza piacevole soprattutto per chi è alla ricerca di comfort e comodità, per chi vuole pernottare in stanze finemente arredate, e per chi, oltre alle splendide acque del mare vuole anche assaporare il piacere di un bel tuffo nell’acqua dolce delle piscine.
Nei villaggi turistici si trovano tutti i servizi e le opportunità che si possono desiderare, sedute di massaggi, campi sportivi, palestre, scuole di sub ed animatori per i bambini più piccoli.
Per rendere ancora più gradevole la permanenza, soprattutto nel periodo estivo, avrete la possibilità di frequentare tutta una serie di interessanti corsi messi a disposizione dalle strutture. Lo studio della biologia marina per esempio, che alle Tremiti è di particolare interesse, perchè tutta l’area intorno alle isole è una riserva naturale protetta, e perciò si possono ammirare numerose specie di flora e fauna marina in un ambiente incontaminato e genuino. Interessante anche prendere qualche lezione di archeologia, per approfondire la conoscenza dei nostri antenati attraverso visite guidate a necropoli, tombe e resti degli antichi templi.
20settembre2011
Posted by raffa under: San Nicola.
A San Nicola, nell’arcipelago delle isole Diomedee (le Tremiti) risiede la maggior parte della popolazione e si trovano i principali monumenti dell’arcipelago tra cui il Santuario di Santa Maria a Mare, con i suggestivi chiostri del Monastero, cortili interni del convento, circondati da un incantevole porticato da cui si gode la vista dell’intera isola.
La leggenda vuole che quest’isola fosse nata per mano dell’eroe Diomede, quando gettò in mare tre giganteschi massi (uno dei quali sarebbe l’odierna San Nicola) portati con sé dalla città di Troia, e che qui vi sia una tomba chiamata ancora oggi la tomba di Diomede.
San Nicola, abitata fin dalla preisotria, come dimostrano numerosi reperti, pur essendo la più piccola delle Tremiti (escludendo l’isolotto del Cretaccio e la più distante Pianosa), è storicamente ed artisticamente la più importante delle isole. Il porto dell’isola, caratteristico e unico e molto ben attrezzato, si raggiunge uscendo dalla cinta muraria e oltrepassando un possente portale. Qui è sempre un via vai di traghetti verso il continente e verso le altre isole, dove l’odore del mare si mescola con quello delle vecchie reti e del legno delle barche dei pescatori. Nessuno schiamazzo, nessun rumore molesto: solo tutto intorno il panorama offerto dalle altre isole e pur essendoci movimento, regnano tranquillità e silenzio.
E’ passando dal porto che si raggiunge il complesso di Santa Maria a Mare, di cui colpisce immediatamente il pozzo che serviva il vicino refettorio dei monaci. Questa abbazia cattolica risale al secolo XI (1045 d.C.) e rappresenta oggi un luogo di devozione costruito dai Benedettini per gli abitanti di tutta l’isola, molto suggestivo nella complessità imponenete della sua struttura architettonica.
Il santuario di diventò da subito fulcro di una devozione sempre crescente e oltre che per l’adorazione verso la Madonna, la chiesa è stata da sempre meta di fedeli e pellegrini. Sono da ammirare infatti l’ordine, la compostezza, la fede del popolo, che con preghiere e canti si reca e sosta in questa abbazia.
Il meraviglioso mosaico, dopo i vari restauri, tappezza il pavimento della navata centrale, cioè il centro dell’intero edificio. I motivi decorativi prevalenti, di influsso rinascimentale con decorazioni anche sul soffitto eseguite con colori a calce, sono stati eseguiti in collaborazione sempre su disegni ex-novo, e fatti con la supervisione di numerosi architetti d’interni; presentano tratti e rilievi che sembrano non avere una fine nei quali si realizza quella suggestiva sintesi tra fede e arte.
Sul portale si sviluppano rilievi molto delicati, raffiguranti la vergine Maria con angeli e santi a cui si affiancano deliziosi rilievi architettonici, floreali e figurativi. Le decorazioni chiare e cangianti, dalle tonalità attutite dalla patina, sono un mix di arte e sacralità, con tutte le immagini per ammirare, venerare e glorificare le figure dei santi e della Madonna.
L’ interno della Chiesa conserva l’impianto originale, a pianta rettangolare con 3 navate, con un doppio ambulacro. Qui, la statua lignea “S. Maria a Mare”, scolpita e dipinta interamente a mano, è molto suggestiva, e rappresenta la Vergine con il bambino, e i cui volti sono rappresentati con la pelle scura; drammatica e suggestiva, è oggetto di particolare devozione popolare.
Le navate si sviluppano in senso longitudinale dall’ingresso all’altare maggiore, mentre il corridoio posto intorno al coro e all’abside, caratteristico dell’architettura romanica francese, presenta un insieme suggestivo di immagini che si staglia in splendida posizione sullo sfondo.
All’interno della Basilica si possono ammirare insigni opere d’arte antiche che risultano ancor più magiche e surreali, se accompagnate dai canti di matrice religiosa , che poi mutano in una polifonia vocale di grande suggestione in un susseguirsi di emozioni intense.
Tra queste opere d’arte spicca la
Croce Lignea, dalla forma particolare, tipico della iconografia greco-bizantina, l’immagine sacra in assoluto più amata e venerata dal popolo delle isole Tremiti.
Il
polittico ligneo, sull’ altare maggiore, è un vero capolavoro d’ intaglio laminato in oro e presenta più riquadri separati l’uno dall’altro da motivi architettonici.
16agosto2011
Posted by raffa under: Puglia.
Lesina, è un luogo che deriva dall’antica Alexina o da un gruppo di pescatori provenienti dalla Dalmazia, ove si trova il lago di Lesina: è un un lago salato nelle terre fertili a nord della Puglia, tra il Tavoliere delle Puglie e il promontorio del Gargano.
Migliaia di anni fa, una serie di dune (oggi territorio protetto e note col nome di Bosco Isola ove è presente un’Oasi LIPU) originate in seguito all’azione dei venti e delle correnti che accumularono sabbia, formò uno sbarramento che poco a poco chiuse una baia marina formando appunto il lago di Lesina. Percorrendo due canali navigabili, l’Acquarotta e lo Schiapparo, con acque calme e poco profonde circondate da innumerevoli canneti, si arriva al mare Adriatico, provando emozioni uniche del tutto inaspettate. Tra il mare e il lago, c’è una pista sabbiosa percorribile anche in auto, che regalerà splendidi panorami sull’elegante lungolago tra un paesaggio meraviglioso con alberi che si alternano a cespugli di rosmarino, e insediamenti turistici inseriti in un panorama suggestivo di cespugli bassi e di una ricca vegetazione di palude.
Numerose aree appositamente attrezzate, permetteranno infatti ai turisti di sostare e godere dell’incantevole panorama dal profumo inebriante, tra le molteplici piante aromatiche. Partendo dal litorale sabbioso , si vedranno Ammophyla arenaria (Sparto), Juniperus oxycedrus (Ginepro coccolone) e J. Phoenicea (Ginepro fenicio). Più in là si potranno osservare Rosmarinus officinalis (Rosmarino), Cisto rosso ed Erica multiflora.
Oggi le zone coltivate a danno della vegatazione naturale, sono sempre di meno, così da lasciare sempre più spazio a questa incontaminata oasi di paradiso.
Nella vegetazione del canneto si nasconde anche una vera e propria miriade di specie di uccelli migratori che fanno tappa in queste zone e esperienza indimenticabile sarà sostare ad ascoltare suoni e canti di aironi, fischioni, fòlaghe, falchi di palude, germani reali, martin pescatori.
Le acque placide del lago di Lesina sono popolate da una grande varietà di pesci anche se la produzione si basa principalmente su anguille, le quali rappresentano un enorme tesoro perché non possono essere riprodotte in allevamento. Vengono dall’Atlantico e dai due canali entrano nella laguna di Lesina: gli appassionati troveranno così (solo da ottobre a gennaio) tutto quello che occorre per una vacanza all’insegna della calma e della tranquillità dello sport della pesca.
A poca distanza dal paese sorge la località turistica di Marina di Lesina ove si potrà sostare nei numerosi localini caratteristici per gustare il piatto tipico di Lesina, la minestra di anguilla, o il capitone arrostito o alla scapece: si narra che fin dal 1200 Federico II richiedesse il capitone di Lesina da far preparare dal suo cuoco personale.
Dalla laguna emerge l’isoletta di San Clemente, poco abitata e poco coltivata, con la caratteristica croce posta là dove in passato sorgeva un monastero, distrutto poi dai Saraceni. Nei pressi di Lesina, si potrà visitare anche l’Abbazia di Ripalta dagli interessanti aspetti architettonici, un’ abbazia benedettina del Medioevo con una caratteristica una stele crociata del secolo XIII.
I naturali fenomeni di interrimento minacciano la conservazione di questo prezioso ambiente lagunare, ma oggi i corsi d’acqua che formavano le paludi sono stati incanalati e le rive del lago arginate. Il Bosco Isola mostra, anno dopo anno, segni di sempre maggiore degradazione: le piste da percorrere in auto sono sempre più numerose, il pascolo di animali fa scomparire la vegetazione naturale, il fuoco rovina irrimediabilmente le zone più intatte, e le sgradevoli costruzioni nascono come funghi.
Ma oggi, parte della laguna e della duna, sono incluse nel
Parco Nazionale del Gargano per poterle proteggere; e per chi ama la cultura e le tradizioni antiche, lungo le coste sono state persino ritrovate delle
capanne del Neolitico a fior di terra e interrate e dei resti di oggetti e ceramiche dell’età del bronzo e del ferro.
21luglio2011
Posted by admin under: La stampa.
La tassa di soggiorno è pronta a sbarcare alle Isole Tremiti
Il Tar ha respinto il ricorso di chi si opponeva all’imposta applicata ad ogni pernottamento nelle strutture ricettive. Si pagherà un aumento che va da 0,50 centesimi a 5 euro. C’è già chi pensa alla “Tremiti Card”
Sbarcherà alle Isole Tremiti la tassa di soggiorno. Dopo Alberobello, Veglie e Otranto, anche per i turisti delle Diomedee si dovrà pagare una tassa di soggiorno. Indispensabile, dicono, per ovviare ai tagli compiuti e per riequilibrare i conti. Alle Isole Tremiti comincia a farsi sentire il peso o forse l’importanza del federalismo municipale.
Il Tar ha respinto il ricorso contro chi si era opposto alla tanto odiata tassa di soggiorno. I turisti sono avvertiti: i prezzi delle strutture ricettive aumenteranno, ma in compenso, si spera, si potrà usufruire di maggiori servizi. Gli introiti derivanti dall’imposta serviranno per garantire più qualità e più servizi al territorio. L’esempio su cui si dovrà fare sicuramente affidamento è il successo della “Otranto card”. La parola adesso passa agli amministratori e agli alberghieri.
L’imposta di soggiorno è prevista nell’ultima versione del decreto sul federalismo municipale; è applicata a ogni pernottamento e può andare da 0,5 a 5 euro a seconda della classificazione delle strutture ricettive. A disciplinarne le modalità applicative, comunque, bisognerà attendere un provvedimento successivo.
Fonte: foggiatoday.it
14luglio2011
Posted by raffa under: Puglia.
Il nome Tavoliere delle Puglie, risalente all’epoca romana, comprende le aree completamente pianeggianti (al massimo i rilievi collinari arrivano a 450 metri) che si estendono per oltre 4 mila chilometri quadrati dal livello del mare Adriatico sino alla base dell’appennino Dauno.
Risulta, pertanto, alquanto diversificato dal punto di vista morfologico e climatico essendo la più estesa pianura italiana dopo la Pianura Padana.
Percorrendo in automobile la strada che si snoda attraverso il Tavoliere, si noterà che prospettive stupende allietano l’animo e la strada verso Bari, e caratteristico sarà il paesaggio di campagnache si può ammirare, con i trattori nei campi e le gigantesche balle di fieno che sono un elemento ricorrente nel territorio pugliese, e gli edifici rurali sparsi qua e là nel verde. I paesini lontani sono collegati da strade bianche che tagliano l’orizzonte.
Lasciando la strada principale si incontraranno incantevoli sentieri che si trasformano sino a diventare bellissime stradine tra i campi coltivati, soprattutto nella zona dell’Alto tavoliere, ove qua e là si scorgono covoni di frumento e segale, sui vari terrazzamenti. Una passeggiata a cavallo, magari, tra i campi della pianura pugliese, ove un albero sarà sempre lontanissimo dal successivo, per assaporare la vita agricola della Puglia, permetterà di immergersi nei colori particolari di questo splendido territorio.
L’uso del suolo è piuttosto omogeneo: un tempo, il terreno poco fertile era adibito esclusivamente al pascolo, ma oggi la coltura prevalente è il seminativo: grazie ad intense e diligenti opere di bonifica intraprese nel 1800, il Tavoliere delle Puglie è per la maggior parte occupato da campi coltivati soprattutto a cereali, a ortaggi, uliveti e vigneti. Nei campi coltivati sempre sarà possibile vedere lo spettacolo dei getti d’acqua girevoli che coprono lunghe distanze, innaffiando le infinite coltivazioni. Le sconfinate, ondeggianti, bionde messi dei campi coltivati a segale, frumento e miglio, generano un forte contrasto e creano suggestive immagini, tra questi campi su cui sono raccolte le balle di fieno, e l’azzurro del cielo.
Le più importanti località del Tavoliere delle Puglie sono nel cosiddetto Basso Tavoliere, e si ricordano Foggia, San Severo, Lucera e Cerignola, i cui segni del glorioso passato sono ben visibili nei rispettivi centri storici che hanno conservato l’impronta medievale e dove, fra pregevoli palazzi, sarà possibile trascorrere indimenticabili pomeriggi alla riscoperta del passato.
Dal punto di vista morfologico, il tavoliere è pianura da sollevamento cioè una pianura che si è formata grazie al sollevamento dei fondali marini, seguiti a movimenti interni della Terra. Chi ama una vacanza all’insegna dello studio della geologia troverà in questa zona parecchio materiale a cui far riferimento, tra il rosso della terra arida e il giallo dei campi di grano bruciati dal sole.
Il clima nel Tavoliere delle Puglie è sostanzialmente mite anche se le temperature invernali possono raggiungere valori molto vicini a quelli delle regioni più continentali a causa delle correnti di aria fredda provenienti dall’est Europa. Così in inverno, in queste zone per lo più isolate, si potrà girare per la campagna senza avvertire alcun odore o suono, come se tutto fosse immobile. Ma in primavera il polline nell’aria, i fiori nei prati, le gemme sugli alberi e la semina nelle campagne risveglieranno questa immensa pianura, in attesa dell’estate. Le estati infatti sono calde, con scarse precipitazioni, e tutto si riempie dell’intenso odore del grano, che si ha sempre la sensazione di poterlo sentire, quando il dolce vento d’estate serpeggia fra le coltivazioni degli olivi.
Proseguendo, si incontrano le turbine eoliche, che in pochi anni hanno avuto una proliferazione selvaggia, e insieme al paesaggio cambiano le parole, perché hanno mutato il volto tipico di aree rurali e agro-pastorali. I danni al territorio derivanti dall’installazione delle pale eoliche, sono notevoli: l’insediamento delle centrali eoliche, determina collisioni degli uccelli e dei pipistrelli (e a nulla valgono le proteste della LIPU) con le pale; inoltre si ha un continuo degrado dell’area in termini di compattezza e omogeneità dell’ habitat. Ancora oggi il paesaggio violentato dei parchi eolici con le gigantesche pale, contrasta con chi le difende a spada tratta.
15giugno2011
Posted by admin under: La stampa.
Lucio Dalla donerà guardiano di bronzo alle Isole Tremiti
TERMOLI. Una grande opera in bronzo eseguita dall’Accertatore di Tracce Michele Circiello “L’Acheo guardiano delle isole Tremiti”, sarà consegnato da Lucio Dalla ai Tremitesi giovedi 30 Giugno 2011 alle ore 19 sul suolo dell’Isola di San Domino, dove verrà anche posizionato nella zona denominata “Toppa” in modo che posi il suo sguardo rivolto verso l’isola di San Nicola, come un soldato a difesa delle Diomedee.
Questa affascinante manifestazione avrà anche un evento a corollario, uno strepitoso concerto di amici di Lucio come Renato Zero, Gigi D’Alessio, Irene Fargo e naturalmente il “tremites ” adottato Lucio Dalla.
Questa chicca, noi siamo i primi ad avere in visione il manifesto dell’evento che siamo certi attirerà molte persone, ci è stata fornita dall’amico di Termolionline.it Pasqualino Marinucci, il Guardiano delle isole Tremiti “L’Acheo” in questo momento è impacchettato su di una pedana al porto pronto ad imbarcarsi per le isole domani assieme a Lucio Dalla che ne sarà il donatore, per l’occasione a Termoli al porto domani pomeriggio.
Micky Guidetti Fonte: .termolionline.it
13giugno2011
Posted by raffa under: Isole Tremiti.
L’arcipelago delle Isole Tremiti le “perle dell’Adriatico”, dette anche isole Diomedee, ha un clima particolarmente indicato per una vacanza in qualsiasi periodo dell’anno.
Si trovano a circa 20 Km (12 miglia) al largo del Gargano presentando un clima tipicamente mediterraneo, con quattro stagioni ben distinte.
E’ una terra dove d’estate il sole splende sempre, e dove la forte concentrazione di luce e l’assenza di umidità permettono una vegetazione particolare, infatti una delle specie che è divenuta il simbolo di queste isole è il Pino d’Aleppo, presente soprattutto a San Domino con pinete incantevoli e incontaminate alte fino a 20 metri. La chioma più ampia in cima rispetto alla base, rende questa pianta davvero unica nel suo genere. La luce calda dell’estate penetra tra il fogliame di queste antiche piante dalla corteccia rossastra, cosicchè una passeggiata lungo fragranti profumi in queste dense e antiche foreste, sarà una esperienza indimenticabile. Le pigne giungono a maturazione e si aprono nel corso di qualche anno, oppure per il calore provocato per esempio da un incendio e fanno uscire i semi che danno vita via via alle nuove generazioni.
L’inverno alle isole Tremiti con clima tipicamente mediterraneo, è mite e poco piovoso: temperato e moderatamente umido offrirà un paesaggio per lo più desertico con le alture sassose in riva al mare, appena dorate dal tiepido sole. Se si intende visitare le isole Tremiti in inverno è necessario munirsi di giacca impermeabile e guanti per il freddo.
Il risveglio della natura in primavera farà di questo territorio un vero paradiso: sbocciano i fiori rendendoi prati di tutti i colori, l’aria si fa via via più calda e le giornate diventano una combinazione di luce del sole -che dura ogni giorno di più- e risveglio della natura.
Questo sarà il momento dell’anno ideale da dedicare ad escursioni e lunghe passeggiate alle isole Tremiti, per ammirare soprattutto la vegetazione detta di scogliera al massimo del suo splendore in questo periodo, sopravvissuta alle mareggiate dell’autunno e dell’inverno: su questa scogliera umida, che risente dei moti ondosi e che in parte viene coperta durante l’alta marea, si trovano numerosi granchi e qua e là rosseggiano le meravigliose e particolari Attinie, gli anemoni di mare, attaccati agli scogli con le loro ventose.
Giugno, Luglio e Agosto alle isole Tremiti sono mesi vivamente consigliati per chi ama il mare in estate, con sole assicurato e un incantevole panorama fatto da spiagge con tante piccole cale che si alternano agli scogli. Visitando le isole tremiti in estate ci si può portare un abbigliamento leggero, e scoprire nel territorio del sottobosco piante caratteristiche di questo clima, come il pungitopo dalle tipiche bacche rosse, l’asparago pungente che è spuntato all’inizio della primavera e sarà al massimo della fioritura, il sempreverde erica arborea, il caprifoglio dai fiori bellissimi e dal profumo delicato interessante per le proprietà medicinali.
Sulle isole di San Nicola e di Capraia il clima ha fatto crescere delle specie piuttosto rare come la Daphne sericea con fiori che compaiono in modo singolare prima delle foglie, deliziando i turisti coi loro colori che vanno dal roseo al rosso, dal purpureo al giallo, e la Phillyrea che cresce solo se direttamte esposta alla luce del sole.
Pianosa e il Cretaccio si caratterizzano invece per la presenza di prati con vegetazione alofila in grado cioè di svilupparsi e di assorbire sostanze nutritive in ambienti dove la concentrazione salina del terreno è molto elevata, come la Lavatera arborea dai meravigliosi fiori giganti di color rosa salmone, la pianta erbacea paleo comune con parti poco sviluppate per meglio resistere al vento, e il giunco nero che fiorisce da giugno a settembre.
Il vento debole che spira da Est, il Levante, soffia caldo portando in giro i profumi dell’abbondante vegetazione. Lo scirocco è un vento caldo che soffia con direzione costante dal nord Africa, e determina un sottobosco poco omogeneo con deformazioni degli alberi e degli arbusti, perché in inverno porta forti nubifragi. Da Ovest il Ponente determina la formazione delle garighe, che crescono esclusivamente nella fascia costiera più esposta ai venti marini e quindi con una maggiore influenza della salsedine con arbusti e erbe che sono la naturale degradazione della macchia.
12maggio2011
Posted by raffa under: Puglia.
In Puglia natura, arte, cultura e tradizione si fondono in ogni luogo, con il suo passato attraversato da innumerevoli rotte per mare e per terra, che ricordano –tra storia e leggenda- passaggi storici di popoli, invasori, conquistatori. Una vacanza in Puglia sarà senz’altro una esperienza unica e indimenticabile, sia che si visiti il Gargano (con le indimenticabili Vieste e Peschici e paesini limitrofi dalle case bianche, arroccati sulle rocce), sia che si voglia trascorrere una vacanza nel subappennino Dauno, tra campagne e boschi dai sapori e dai colori di ina volta, unici e caratteristici.
Per vivere emozioni diverse si può pensare di prendere una delle numerose case vacanza cioè case (o seconde case) di un privato proprietario offerte in affitto ai turisti, anche per brevi periodi, magari vicine alla spiaggia, o nel centro di qualche caratteristica cittadina. Sarà così possibile, nella massima privacy, e con la massima flessibilità d’orario, fare un giro della intera regione Puglia, prenotando per tempo nelle varie destinazioni, e per gli amanti della vacanza culturale visitare le più importanti città d’arte della Puglia.
Esistono numerosi luoghi in Puglia adibiti al turismo religioso, quali Monte Sant’Angelo, San Giovanni Rotondo e Santa Maria di Leuca. Oppure, una casa vacanza nel territorio delle Murge, dall’aspetto aspro e selvaggio, permetterà al turista amante della tranquillità e dei luoghi da scoprire, di attraversare i terreni coltivati dai frati e piccoli boschi di querce, di rimanere estasiato davanti a piccoli villaggi scavati nelle rocce, e davanti a cripte sacre dalle pareti affrescate. Inoltre, numerosi dolmen e menhir si vedranno a testimoniare un passato ricco di cultura e fascino. C’è anche, in queste zone, la possibilità di svolgere attività di trekking, e per coloro che hanno già esperienza si possono fare magnifiche passeggiate equestri per visitare quegli angolini delle Murge che sono visibili solo a cavallo.
Affitti settimanali di case vacanza in Puglia, dal grazioso arredamento, risulteranno l’ideale per visitare i trulli della Valle dell’Itria, il luogo ideale dove godere un soggiorno rilassante e visitare le innumerevoli bellezze artistiche e architettoniche. Qui è anche rinomato il vino e l’enoturismo, con la possibilità di visitare cantine vitivinicole.
Case vacanza molto raffinate, con vista mare, pergola e tavolo piastrellato, barbecue, sedie e raffinati arredi da esterno, saranno l’ideale per affitti per un week-end da trascorrere a Castel del Monte, tra leggende e verità nei pressi di Andria. Si potrà anche pensare di trascorrere un fine settimana a Bari, in case vacanza prestigiose, in genere dotate di ampio salone, cucina e tinello, e con arredo nuovo, per passeggiare in completa tranquillità sul lungomare, per visitare l’incantevole basilica di San Nicola e la Cattedrale in stile romanico pugliese.
Se si sta pensando ad un viaggio o ad una visita in Puglia, prendere un appartamento per trascorrere le proprie vacanze significa prendere in locazione immobili graziosi ed eleganti, adibiti appositamente dai proprietari da offrire ai turisti. Si tratta di monolocali bilocali e trilocali in genere affittati per l’intero mese, cosicchè il Salento, con i suoi innumerevoli e incantevoli posti da visitare, con paesi e città che hanno fatto la storia della Puglia, risulterà il luogo ideale in cui soggiornare. Molti di questi appartamenti, immersi in un contesto gradevole di sicuro relax, posseggono giardino privato e terrazza con vista mare.
Dall’appartamento ci si potrà spostare in piena libertà per visitare le città del barocco salentino, grotte, canaloni carsici, le cripte rupestri, le masserie ammodernate, le chiese medievali, le aie, i castelli aragonesi, i borghi antichi, i dolmen e i menhir, le torri costiere, i muretti a secco.
Guidati dagli innumerevoli “punti di informazione” si potrà scegliere tra uno o piu tra gli itinerari giornalieri proposti per visitare e ammirare la Puglia.
Lecce, giustamente considerata tra le massime espressioni del barocco, sarà un luogo indiemticabile ove prendere un appartamento nelle caldi estati salentine, per passeggiare fra i monumenti magari sotto le stelle.
Alla sera, si potrà tornare comunque a riposare nell’appartamento, per poi tornare a dedicare la mattinata successiva al sole e al mare salentino, ove numerose località sono premiate ormai da diversi anni col prestigioso riconoscimento della
Bandiera Blu.
4maggio2011
Posted by admin under: La stampa.
La difesa delle Tremiti scende in piazza
Fonte: statoquotidiano.it di Agostino del Vecchio
Foggia – “FATTI come l’ennesimo semaforo verde del ministero dell’ambiente alla ricerca del petrolio nelle immediate vicinanze dell’Area marina protetta delle isole Tremiti, il disastro ambientale causato dall’incidente allo stabilimento “E.On” di Porto Torres, lo scorso 11 gennaio, con almeno 15mila litri di olio combustibile finiti in mare, proprio di fronte al Parco nazionale dell’Asinara, dovrebbero farci seriamente riflettere su quale destino vogliamo per il nostro sistema delle Aree marine protette in Italia”. La denuncia parte dal presidente dell’associazione ambientalista Marevivo, Rosalba Giugni che evidenzia anche gli esigui fondi destinati alle aree marine protette in Italia, in tutto 27, oltre ai 2 parchi sommersi ed il Santuario Internazionale dei mammiferi marini, detto anche Santuario dei Cetacei, la riserva più vasta del Mediterraneo. La sfortuna dell’Italia è “solo” di avere attualmente un ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo con interessi nel petrolio e all’interno di un Governo che blocca i referendum sull’acqua pubblica e sul nucleare quando i pronostici di piazza non gli sono favorevoli.
Ed è proprio dalla piazza che la protesta prenderà corpo e anima il prossimo 7 maggio alle ore 10 nel porto di Termoli dove si incontreranno tutti i manifestanti. Si prevedono circa circa 11 mila persone tra amministratori di Puglia, Abruzzo e Molise, ambientalisti, 280 associazioni provenienti anche dalla Basilicata e dal nord Italia come Rovigo e Padova. Tutti i partecipanti indosseranno un foulard nero, a sottolineare la possibile minaccia di una marea nera sulle coste delle diomedee.
Il corteo della manifestazione si muoverà verso il Centro storico di Termoli per poi raggiungere la spiaggia del lungomare nord dove insceneranno uno spiaggiamento simbolico a ricordo di quello dei capodogli accaduto a Foce Varano, a nord del promontorio del Gargano. “Alcune grandi imbarcazioni eseguono ricerche di idrocarburi al di sotto dei fondali marini emettendo forti ed improvvisi rumori che interferiscono con i sistemi di ricerca di cibo dei capidogli disorientandoli”. Ad asserirlo fu il professore Giuseppe Nascetti, pro-rettore dell’università della Tuscia, ritenuto uno massimi esperiti mondiali di parassitologia ed ecologia marina, lo 18 dicembre 2009, a seguito della morte dei 7 balonotteri. Le cause ufficiali furono, però, attribuite a delle buste di plastica ingerite dai mammiferi acquatici.
Peccato che la stessa Prestigiacomo ha assicurato che i radar di ricerca della Petroceltic S.p.a (che lavora in sub appalto per la Eni) si fermeranno nel caso di avvistamento di delfini e cetacei in genere. Se le potenti prospezioni sismiche sul fondo marino avranno esito positivo si partirà successivamente con le perforazioni, utilizzando anche polveri detonanti, fino a 4mila metri di profondità, con la costruzione di infrastrutture petrolifere lungo le linee costiere pugliesi. Alla faccia dell’aerea marina protetta.
Erano le 21:45 del 22 aprile di un anno fa quando un’esplosione sulla piattaforma petrolifera Deepwater Horizon provocò 11 morti, 17 feriti e la fuoriuscita, in 5 mesi, di un fiume di oltre 780 milioni di litri di petrolio che avvelenò le acque e le coste del Golfo del Messico. La flora e la fauna marina non sarebbero state più le stesse. Il governo statunitense ingiunse al gruppo petrolifero responsabile del disastro un accordo per la costituzione di un fondo iniziale di 20 miliardi di dollari per risarcimento danni. BP dal canto suo ha dichiarato spese per 8 miliardi di dollari per contenere il petrolio e perdite per 3,95 miliardi. La stessa società petrolifera, la svizzera Transocean, così come altre compagnie petrolifere, ha già ripresentato domanda per riprendere le trivellazioni nella stessa zona.
Fonte: statoquotidiano.it di Agostino del Vecchio a.delvecchio@statoquotidiano.it