9marzo2010
Posted by Mr.Tremiti under: Puglia.
Lo splendido arcipelago delle Isole Tremiti da sempre è stato un terreno difficile da coltivare, e, a parte qualche orto, le isole da sempre hanno avito bisogno di approvvigionarsi per ciò che concerneva il cibo, dalla terraferma.
Anche per l’acqua gli abitanti delle Tremiti si sono sempre dovuti ingegnare per trovare il modo di raccogliere e conservare il più a lungo possibile le acque piovane, unica risorsa idrica dell’isola. La cucina locale delle Tremiti è per larga parte simile a quella della costa italiana poco distante, il territorio del Gargano.
Grandi piatti di pesce, come nella tradizione delle cittadine lungo il litorale pugliese, magari alcune delle specialità che anche il altre zone della Puglia trionfano sulle tavole, come per esempio la zuppa di fagioli e cozze, così intensa e saporita, i peschi freschi del mare circostante grigliati, gli antipasti di melanzana, arrotolata con il tonno oppure scottata sul fuoco e condita, i pomodori secchi, i capperi tremitesi che sono famosi anche fuori dalle isole per la loro bontà.
Tra i primi piatti trionfa naturalmente la pasta fresca, impasto di semola rimacinata ed acqua, ed accompagnata di sughi a base di verdure stufate o di carni cotte a lungo nel pomodoro. Non mancano pregiati abbinamenti tra verdure locali e pesce fresco, conditi on olio extravergine d’oliva a rendere il tutto ancora più appetitoso. Tra le carni la capra e l’agnello, grigliati o stufati. Tra i dolci viene proposto un dolce locale al limoncello.
3febbraio2010
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Estrazioni petrolifere alle Tremiti
Arriva il ‘no’ della giunta pugliese
Estrazioni petrolifere offshore
La giunta regionale pugliese, su proposta dell’assessore all’Ecologia Onofrio Introna, ha espresso parere sfavorevole, nell’ambito della procedura di valutazione di impatto ambientale, al progetto di ricerca idrocarburi al largo delle isole Tremiti proposto dalla Petroceltic Elsa Spa
La giunta regionale pugliese, su proposta dell’assessore all’Ecologia, Onofrio Introna, ha espresso parere sfavorevole, nell’ambito della procedura di valutazione di impatto ambientale, al progetto di ricerca idrocarburi al largo delle isole Tremiti proposto dalla Petroceltic Elsa Spa.
La Giunta – è detto in una nota – ha deliberato dopo il parere del comitato regionale Via che ha analizzato gli impatti delle fasi di indagine e delle fasi di perforazione del pozzo contenuti nello studio di impatto ambientale che “appare non puntuale”, senza adeguato inquadramento dello sfruttamento del litorale adriatico su vasta scala e a pochi chilometri dalla costa, a poca distanza dal parco nazionale del Gargano e dalla riserva delle isole Tremiti. (Ansa) (lanuovaecologia.it)
8gennaio2010
Posted by Mr.Tremiti under: Isole Tremiti.
Costruita nel 1045 Dopo Cristo dai monaci Benedettini, l’Abbazia fortezza delle Isole Tremiti, con annessa la Chiesa di Santa Maria, ha un aspetto maestoso ed imponente e rappresenta con la sua mole la grande importanza che la presenza dei monaci ebbe nella vita delle isole. Nel 1237 i benedettini saranno sostituiti per volere del papa Gregorio IX ed al loro posto si insedieranno i monaci Cistercensi.
Saranno loro a cominciare a trasformare la chiesa in una vera e propria fortezza, per difenderla dalle continue incursioni dei pirati dalmati, che intorno alla metà del quattordicesimo secolo saranno protagonisti di una terribile incursione, terminata con la parziale distruzione del monastero. In seguito ripopolata dai monaci dell’ordine dei Lateranensi, l’abbazia verrà ricostruita, rifacendo la facciata ed il portale, apportando nella ristrutturazione modifiche di gusto rinascimentale, come i bassorilievi presenti sulla facciata, ricostruendo navate laterali e presbiterio, ed i corridoi vicino all’altare maggiore.
All’interno della Chiesa si può ammirare una bella croce lignea di chiara derivazione e gusto bizantino, una statua lignea rappresentante la Vergine con il Bambino, Santa Maria a Mare, i cui volti abbronzati rimandano ancora appieno al gusto tipico dell’arte bizantina, ed un polittico ligneo di gran pregio e preziosità, posto sull’altare maggiore.
Molto interessante ed ammirevole il Mosaico Pavimentale posto nella navata centrale della chiesa.
I Chiostri del monastero sono molto suggestivi, ed al centro di questo ancora oggi si può ammirare un pozzo risalente al sedicesimo secolo e rifatto alla fine del 1700.
31dicembre2009
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Ingoia una busta in mare: salvata tartaruga marina Splendido esemplare di caretta-caretta salvato alle Isole Tremiti da alcuni soccorritori improvvisati: aveva mangiato una busta di plastica scambiata per un calamaro. Dopo le prime cure l’animale è stato portato a Termoli con la nave Isola di Capraia e affidato al Centro Recupero Tartarughe di Manfredonia.
Isole Tremiti. Una tartaruga marina caretta-caretta è stata salvata nel pomeriggio di oggi alle isole Tremiti. L’animale, un esemplare splendido, grosso, pesante e dal guscio perfetto, aveva verosimilmente ingoiato una busta di plastica scambiata per un grosso calamaro, come già accaduto ai poveri capodogli che qualche settimana fa si sono spiaggiati alla foce di Varano, sul Gargano.
La tartaruga, però, è stata più fortunata ed è riuscita a scampare a una morte atroce grazie ai soccorritori che l’hanno avvistata nel canale tra le isole di San Domino e San Nicola. «Era in grande difficoltà»raccontano «e non riusciva a nuotare». A fornire le indicazioni necessarie per il “primo soccorso” sono stati gli esperti del centro recupero tartarughe marine di Manfredonia, che al telefono si sono fatti spiegare i sintomi e hanno dato istruzioni per un soccorso efficace.
L’animale è stato caricato su un gommone pieno di acqua, una sorta di “piscina” improvvisata, e portata fino al molo del porticciolo. Impossibile però raggiungere Termoli con il gommone, per via delle condizioni del mare. A quel punto la caretta-caretta, che nel sollievo generale aveva dato rassicuranti segnali di ripresa, è stata caricata con molta cautela sulla nave Isola di Capraia, che ogni giorno effettua il collegamento via mare tra la cittadina adriatica e l’arcipelago diomedeo, ed è arrivata fino a Termoli, dove è stata presa in custodia dagli uomini della capitaneria di Porto che ne hanno organizzato il trasferimento al Centro animali Marini del Gargano.
(Pubblicato il 30/12/2009) Fonte: primonumero.it
24dicembre2009
Posted by admin under: La stampa.
Isole Tremiti. E’ allarme alle Diomedee dopo il via libera del Ministero dell’Ambiente per le ricerche petrolifere nei fondali dello specchio acqueo vicino all’arcipelago. Tra i sette siti individuati dal governo infatti c’è anche l’arcipelago, notizia che desta preoccupazioni per l’impatto ambientale e le gravi conseguenze sul turismo. Il sindaco Giuseppe Calabrese annuncia battaglia in articoli pubblicati dagli organi di informazione pugliesi. Con lui i residenti delle isole: «Siamo un centro balneare, il petrolio non c’entra nulla con noi».
Fonte: primonumero.it
18dicembre2009
Posted by Mr.Tremiti under: Puglia.
Il mare intorno alle isole Tremiti è particolarmente interessante non solo per la sua affascinante bellezza, ma anche per il fatto di essere un tratto di mare pressochè incontaminato, e che quindi presenta fondali che sono un paradiso per le specie di fauna e di flora marina che qui hanno trovato l’ambiente ideale per vivere e prosperare.
E’ per questo motivo che molti appassionati di pesca vi si recano ogni anno per provare l’emozione di una pesca ricca e prelibata. Attenzione però! Non tutto il mare intorno alle isole è libero per la pesca perchè alcuni tratti di costa, intorno all’isola di Pianosa soprattutto, ma anche intorno all’Isola di Capraia ed una parte dell’Isola di San Domino, sono interdetti alla pesca ed in alcuni casi anche alla navigazione.

Tra le attività di pesca più comuni naturalmente la pesca sportiva, gettando l’amo dall’alto delle scogliere, tra le insenature, o allontanandosi di qualche centinaio di metri dalla costa per catturare prede di più grosse dimensioni. Si trovano splendidi esemplari di pesce come orate, branzini, i più facili o gli sfuggenti dentici. Chi si immerge potrà trovare polipi ed aragoste, seppie e la diffidente cernia dalle carni bianche e prelibate.
Le acque sono limpide e pulite, ideali per ammirare, mentre si è alla ricerca di qualche preda, i magnifici disegni che le molte varietà di favolosi organismi marini, alghe che sembrano insoliti fiori, coralli, spugne abbarbicate sulla roccia.
Particolarmente ricchi i fondali anche di molluschi e ricci, che per gli estimatori del pesce rappresentano una vera e propria ghiottoneria.
21novembre2009
Posted by Mr.Tremiti under: Puglia.
Già presenti in epoca romana, e combattuti con successo durante le guerre illiriche, i pirati sono stati per molti secoli padroni del mare Adriatico almeno quanto i veneziani, contro i quali ingaggeranno furibonde lotte con alterna fortuna.
Di diversa provenienza, dalle coste nordafricane oppure dalle coste dalmate, essi saranno per lungo tempo il pericolo maggiore per tutti coloro che navigano nelle acque di questo tratto del mare Mediterraneo.
I pirati dalmati, gli uscocchi, come vengono chiamati, si nascondono infatti nell’intricato arcipelago di isole che costella la costa balcanica sull’Adriatico, assalendo le navi commerciali turche e in seguito anche quelle veneziane. La base da cui partono, è a Segna, a sud di Fiume, in Dalmazia, ed è per loro assai facile spingersi verso sud ed operare delle imboscate ai danni delle imbarcazioni sbucando all’improvviso tra le tante isole.

Nel sedicesimo secolo è tale la paura ed il pericolo che Venezia dovrà rinunciare suo malgrado anche al redditizio trasporto dei pellegrini in Terrasanta. Non solo, ma le continue incursioni contro i mercantili costituisce un peso non indifferente a livello economico.
E’ certo storicamente che i monaci guerrieri insediati alle Isole Tremiti avessero ottimi rapporti con alcuni di questi pirati, con cui non solo facevano affari, commerciando con i proventi degli assalti alle navi, ma anche partecipando talvolta alle loro incursioni, ed offrendo ricovero e riparo alle loro imbarcazioni.
Altri pirati dalmati, in altra epoca, tenteranno invece con successo la conquista dell’isola ai danni dei monaci: dopo essere penetrati tra le mura del forte con uno stratagemma, li assaliranno ed uccideranno tutti.
16ottobre2009
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Isole Tremiti, serve un intervento in difesa del Cretaccio (fonte: teleradioerre.it)
Arginare il rischio di erosione del Cretaccio, la più piccola delle Isole Tremiti, che si trova tra San Domino e San Nicola, che potrebbe spezzarsi in due tronconi a causa del flusso marino, modificando radicalmente lo stato geologico dei luoghi. Questo lo scopo del sopralluogo effettuato dall’assessore regionale alle opere pubbliche Fabiano Amati che con l’assessore regionale all’Ambiente Onofrio Introna, il professor Antonio De Santo dell’Autorità di bacino della Puglia, il professor Antonio Felice Petrilli e il Sindaco del comune delle Isole Tremiti Giuseppe Calabrese, ha verificato lo stato dei luoghi ed eseguito un’analisi geotecnica utile alla risoluzione del problema nel totale rispetto della naturalità dei luoghi.
“Le Isole tremiti rappresentano un grande patrimonio per la Puglia – ha detto l’assessore Amati nel corso della visita – quindi era nostro dovere rispondere alla richiesta di aiuto del Sindaco. Occorre una assistenza immediata per far fronte al problema del contenimento del moto ondoso che potrebbe cambiare la morfologia del territorio. Siamo venuti qui con i nostri tecnici proprio per studiare la soluzione più idonea a risolvere il problema.”
Nel corso della sua visita alle Isole Tremiti, inoltre, l’assessore Amati ha anche colto l’occasione per parlare di pianificazione urbanistica e fornitura dell’acqua. “La pianificazione urbanistica ha come priorità il rispetto della natura e del paesaggio. Per quanto concerne la fornitura dell’acqua, ogni anno spendiamo 1.700.000 euro per portare acqua potabile in queste zone con le avi cisterne. Con quei soldi siamo prossimi a trovare una soluzione definitiva; potremmo infatti impiegare i soldi necessari al trasporto per creare un sistema idrico autonomo che comporterebbe notevoli benefici per la popolazione”.
(fonte: teleradioerre.it)
16ottobre2009
Posted by Mr.Tremiti under: Puglia.
Giace a circa trenta metri sotto il livello del mare, dal 12 maggio del 1864, data del suo ultimo viaggio. E’ il Piroscafo Lombardo, che all’epoca del suo naufragio funge da mezzo di trasporto per i detenuti da e per il continente.
Prima di assolvere a questa funzione il piroscafo Lombardo è il glorioso naviglio che, quattro anni prima della sua fine, nel 1860 trasporta i garibaldini nella celebre Spedizione dei Mille, sotto la guida di un famoso garibaldino: Nino Bixio. La rocambolesca impresa dell’imbarco a Quarto e l’arrivo a Marsala dei mille volontari sarà infatti preceduta da una vicenda poco nota, avvenuta la notte precedente alla partenza nel porto di Genova: nella notte Garibaldi e Nino Bixio prendono il comando di due piroscafi, il “Lombardo” ed il “Piemonte”, e si accingono ad uscire dal porto quando si scopre che le macchine del primo piroscafo non sono in grado di funzionare. Il piroscafo Piemonte trainerà nella notte, nell’assoluto silenzio, il secondo piroscafo fuori dal porto e fino a Quarto con una manovra di alta maestria.
Le due imbarcazioni trasporteranno con successo i mille volontari fin sulle coste della Sicilia, a Marsala, da dove partiranno le truppe garibaldine alla conquista dell’Italia Meridionale.
La scoperta che si tratta proprio dell’eroico piroscafo è stata fatta nel 2005, ricostruendo antichi documenti ed ispezionando i fondali tra Cala degli Inglesi e Punta del Vuccolo grazie alle equipe di sommozzatori della Marina Militare e dei Carabinieri.
29settembre2009
Posted by admin under: Puglia.
Dal Gargano al Salento in elicottero
Incrementare il turismo e contemporaneamente potenziare il soccorso aereo, il tutto grazie all’utilizzo di elicotteri che, dal 2010, collegheranno il Gargano al Salento.
Questo il programma della Regione Puglia, in accordo con l’Enac ed Aeroporti di Puglia.
10 le postazioni disseminate lungo il territorio, due già attive sul Gargano: quella di San Domino nelle Tremiti e quella di Vieste, alle quali si aggiungeranno quelle di San Nicola, sempre nell’arcipelago Diomedeo, Peschici, San Giovanni Rotondo, Celenza Valfortore e Foggia.
Queste le postazioni in Capitanata da collegare alla stazione già attiva al policlinico di Bari e a quelle da realizzare a Supersano e Melendugno.
Il programma, fanno sapere dalla Regione, è già in via di attuazione. Investimento previsto 4milioni e 900mila €. Soldi che vanno ad aggiungersi ai fondi già stanziati dalla stessa Regione Puglia per l’acquisto di un nuovo elicottero omologato per il trasporto di 15 passeggeri.
( Fonte: Teleradioerre.it – Elena Nigro)
Alle isole tremiti in elicottero
17settembre2009
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Un Referendum per annettere le Tremiti: siete d’accordo?
Il sindaco delle Diomedee Giuseppe Calabrese stronca la proposta lanciata da Alberto Montano: “Non è il momento giusto, e noi abbiamo altri problemi”. L’assessore di Foggia Vascello reagisce con durezza: “Le Tremiti non si toccano anzi, devono tornare competenza della capitaneria di porto di Manfredonia”. Voi cosa pensate della proposta? Siete d’accordo con l’idea di fare un referendum oppure no? Votate il sondaggio.
Termoli. Un referendum per annettere le Tremiti al Molise? La proposta lanciata da Alberto Montano, vice segretario nazionale di Alleanza di Centro e consigliere comunale di opposizione a Termoli, ha innescato inevitabilmente un dibattito acceso. Non si è fatta attendere la reazione dei tremitesi, rappresentati dal loro sindaco Giuseppe Calabrese che proprio non se la sente, in questo momento, di accogliere l’invito lanciato da Termoli.
Proprio nel momento in cui è in ballo la questione della soppressione dei collegamenti tra Termoli e l’arcipelago, Montano, partendo dalla considerazione che le Diomedee sono già di competenza della Capitaneria di Porto di Termoli, ha prospettato il passaggio alla provincia molisana, «visti i rapporti turistici e di trasporto molto stretti con il litorale locale». Una proposta che passa la palla al sindaco delle Diomedee, Giuseppe Calabrese, invitato a valutare l’indizione di un referendum popolare con il quale decidere se passare al Molise o restare sotto la giurisdizione pugliese.
Un invito che però secondo il primo cittadino delle Isole non rappresenta affatto una necessità e soprattutto arriva nel «momento sbagliato». Calabrese, intervistato da Primonumero.it, ci ha tenuto a precisare: «Noi non ci facciamo annettere proprio da nessuno. Con tutto l’affetto per il vice segretario nazionale di Alleanza di Centro Alberto Montano e per i termolesi tutti, la proposta lanciata rimane un pensiero dell’esponente politico. Non è assolutamente il momento giusto per prendere in considerazione l’idea di un referendum. Siamo in una fase delicata, concentrati su problemi ben più importanti, come quello dei collegamenti via mare tra Termoli e le Diomedee, e il rischio della loro soppressione dal prossimo gennaio».
Il sindaco continua: «Proprio oggi, 16 settembre, ho ricevuto una risposta dal Ministro ai Trasporti Matteoli, che ha riconvocato un tavolo di confronto. Per questioni di vicinanza geografica e per il vincolo che lega gli abitanti delle Tremiti a Termoli, dove molti hanno le case, chiediamo comunque di salvaguardare la tratta, e di prevedere contemporaneamente anche dei collegamenti, per due giorni a settimana, con Manfredonia. Una proposta del genere, cioè il passaggio delle Diomedee al Molise, potrebbe compromettere i rapporti con la regione originaria. Poi, con tutto il rispetto per i termolesi, io sono pugliese».
Calabrese precisa anche il referendum, per come è strutturato secondo la normativa, non può essere solo ed esclusivamente attuato alle Tremiti, ma dovrebbe essere anche promosso dalle due regioni interessate al cambiamento.
Ben più forte è stata invece la reazione dell’assessore provinciale al Turismo di Foggia Nicola Vascello, dopo che la notizia è rimbalzata sulle agenzie nazionali, suonando come una provocazione non gradita. Colpito nell’orgoglio e nel senso di appartenenza alla Daunia, il componente della Giunta provinciale ha lanciato un messaggio molto chiaro in un articolo comparso sul sito Teleradioerre.it: «Le Tremiti non si toccano».
Vascello ricorda che l’arcipelago affonda le sue radici storiche nella Puglia: «La loro appartenenza geografica coincide con un’appartenenza di ordine culturale. Chi pensa di poter avviare una battaglia politica tesa a spostare questa perla del nostro territorio al Molise è completamente fuori strada: le Isole Tremiti non si toccano”. Così Nicola Vascello, assessore provinciale al Turismo, replica alla proposta avanzata dal vicesegretario nazionale di ‘Alleanza di Centro’, Alberto Montano, finalizzata all’annessione al Molise delle Isole Tremiti. Speriamo sinceramente che la proposta avanzata dal vicesegretario di ‘Alleanza di Centro’ sia una spiritosa battuta – ha detto l’assessore Vascello – Il solo pensare ad un’ipotesi del genere ci fa sorridere. La comunità delle Tremiti, inserita in un sistema turistico che fa registrare qualcosa come 4 milioni di presenze ogni anno, è infatti legata al nostro territorio da un vincolo comunitario che le sortite esilaranti di Montano non possono neppure scalfire».
L’assessore, precisando di non temere nessun tipo di referendum, passa al contrattacco: «Proprio in virtù di questo convincimento pensiamo sia arrivato il momento di intraprendere un’azione che sottragga le Isole Diomedee alla competenza della Capitaneria di Porto di Termoli, per portarla sotto l’egida di quella di Manfredonia. Un’idea – conclude – che siamo certi sarà ampiamente condivisa dalla popolazione delle Isole Tremiti e dal sindaco Giuseppe Calabrese, al quale ci unisce un’amicizia sincera e verso il quale proviamo stima ed apprezzamento per il lavoro che egli svolge quotidianamente al servizio della sua comunità».
(Fonte primonumero.it)
14settembre2009
Posted by Mr.Tremiti under: Isole Tremiti; San Nicola; Tremiti Islands.
Le Isole Tremiti sono l’ambiente naturale in cui si sviluppa una rara specie di palmipede, la diomedea, lontana discendente dei grandi albatros.
E’ un uccello che vive prevalentemente nell’acqua, nutrendosi di pesci, calamari e gamberi che pesca con un potente becco uncinato talvolta anche in immersione. Di notevole dimensione l’apertura delle sue ali, che supera il metro, e con le quali volteggia elegantemente nel mare planando a fior d’acqua per poi risalire con lenti e possenti battiti.
La diomedea si dirige a terra solo durante il periodo dell’accoppiamento, quando si raduna in grandi stormi che volteggiano fino a sera lungo la costa per poi rientrare a terra dove trascorre la notte.

E’ questo il momento in cui si può udire il loro canto d’amore, colonna sonora del lungo e complicato rituale del corteggiamento, che ha l’apparenza di un pianto di neonato quello del maschio più basso e penetrante mentre quello della femmina leggermente rauco.
Da sempre le note gravi, lamentose e sospiranti del canto delle diomedee hanno suggestionato e fatto fantasticare gli uomini che lo hanno ascoltato.
Una delle tante leggende attribuite a questi uccelli vuole infatti che essi siano i compagni d’arme dell’antico eroe della Guerra di Troia, Diomede, trasformati in uccelli dagli dei. L’antico soldato e principe greco, che di ritorno dalla guerra ed avendo errato per diversi anni in mare, troverà la morte proprio sulle spiagge dell’Isola di San Nicola nell’arcipelago delle Tremiti. Il loro pianto diventato canto d’uccello è ancora oggi simbolo della pena per la scomparsa del loro comandante.