3 agosto 2008
La leggenda di Diomede
Posted by Mr.Tremiti under: Isole Tremiti; San Nicola .
La storia della Isole Tremiti è strettamente legata al mito di Diomede, uno dei celebri eroi omerici che partecipò all’epica guerra di Troia narrata nell’Iliade. Originario dell’Etolia nacque ad Argo, dove la sua famiglia, che regnava sulla città, era stata costretta a fuggire. Il giovane Diomede si distinse da subito nell’apprendere l’arte della guerra e dimostrò sin da ragazzo il suo amore per la giustizia ed un carattere molto deciso.
Fu protagonista di imprese di grande rilievo e di mediazioni delicate con Agamennone ed Achille, spesso al fianco dell’amico Ulisse: ai due si deve il furto del Palladio, il simulacro protettore di Troia, ragion per cui Dante li collocherà insieme nell’VIII cerchio dell’Inferno.
Vinta la guerra tornò in patria senza particolari problemi, contrariamente a quanto accadde a molti altri eroi, ma qui, per un incantesimo dell’ingiuriata Afrodite, nessuno lo riconobbe (oppure, secondo un’altra variante del mito, la moglie lo aveva tradito sposando Cillabaro) e decise di rimettersi in viaggio con i compagni alla volta delle coste italiche. E’ qui che la leggenda di Diomede si suddivide in tante storie che si intrecciano con svariate realtà locali del Meridione: Andria, Brindisi, Benevento, Arpi, Siponto, Canosa, San Severo e molte altre località sarebbero state fondate dall’eroe omerico, nelle vesti ora di civilizzatore e promotore della cultura greca.
Nei pressi del Gargano gettò in mare tre grandi sassi che aveva raccolto a Troia e questi riemersero sottoforma di isole: le Tremiti. Secondo un’altra versione Diomede qui incontrò Dauno, re dei Dauni, e lo aiutò a sconfiggere i Messapi: il suo determinante aiuto gli valse in moglie la principessa Euippe, recante in dote la parte settentrionale della Puglia.
Un’altra variante vuole che Diomede, dopo essere stato al fianco di Dauno, lo uccise divenendo re delle sue terre. Dopo aver rifiutato di combattere, in tarda età, contro il nemico Enea al fianco dei latini, morì e venne sepolto sulla spiaggia dell’Isola di San Nicola, mentre i suoi compagni vennero mutati da Afrodite – per vendetta o per compassione, a seconda delle versioni del mito – in grossi uccelli dal verso simile al pianto, le diomedee. Sulla stessa isola sarebbe nascosto un ingente tesoro a lui appartenuto: si narra che nel III sec. la Madonna sia apparsa ad un eremita indicandogli il luogo dove avrebbe ritrovato grandi ricchezze. Questi, dopo qualche diffidenza, obbedì e, trovato il tesoro, avrebbe edificato in quel punto un santuario in segno di devozione e riconoscenza.